Uno degli ultimi sondaggi elaborati da Netcraft stima a circa 13 milioni e 500 mila unità il numero di siti web che utilizzano Nginx per servire i propri contenuti. Tra i nomi importanti che hanno affidato a Nginx l’onere di sostenere le proprie infrastrutture web figurano siti come Youtube, WordPress, Sourceforge e la società Comodo. Quello che non si evince dal sondaggio è però la tipologia di configurazione utilizzata per le installazioni. Ci sono dei dati di fatto che aiutano comunque a capire facilmente che il principale utilizzo di Nginx viene previsto come web server principale per portali di dimensioni medio/grandi, posto come frontend in grado di servire elevatissime quantità di connessioni HTTP. Meno diffusione viene riscontrata nell’utilizzo di Nginx come web server primario per attività di hosting multidominio, data la relativa giovinezza di progetti come PHP-FPM. Una configurazione classica basata su Nginx e Php FastCGI non è attualmente in grado di fornire una flessibilità immediata, richiesta negli ambienti di hosting.
La diffusione di Nginx presso i provider è ancora molto limitata ed è determinata da due fattori principali :
- la facilità di integrazione di Apache all’interno dei principali pannelli di controllo
- la scarsa maturità di tecnologie FastCGI come PHP-FPM
Su questo blog abbiamo avuto modo di lodare PHP-FPM elogiandone i grandi sviluppi del progetto, che comunque rimane ancora adatto principalmente ad ambienti monoportale. PHP-FPM offre la possibilità di avviare pool multipli di processi FastCGI che possono essere utilizzati per elaborare le richieste provenienti da più siti web residenti sullo stesso server, caratteristica che consente un ottimo isolamento in termini di risorse e sicurezza del sistema ma che tuttavia non è stata testata a sufficienza su ambienti di hosting in produzione. Nginx con PHP-FPM rimane comunque la scelta più indicata per installazioni di applicazioni web singole sottoposte a grandi quantità di traffico e di richieste HTTP.

