Domini .co.cc : Google li rimuove dalla sue ricerche

Google ha rimosso dagli indici di ricerca l’intero range di domini con estensione .co.cc. Matt Cutts ne spiega le ragioni in un breve post. La politica di Google sul versante della sicurezza e della lotta allo spam è quella di marchiare come malevoli intere estensioni soprattutto nel settore dell’hosting gratuito. Il dominio .co.cc è attualmente di proprietà di un registar che offre sottodomini gratuiti abusati in breve tempo dagli spammer. Per porre rimedio ed attenuare le minacce provenienti dai siti web con estensione .co.cc il gigante di Mountain View ha deciso di adottare un atteggiamento poco tollerante. Matt Cutts ha spiegato che qualora Google riscontrasse abusi ai danni di fornitori di nomi a dominio gratuiti potrebbe riservarsi la possibilità di “bannare” dalle ricerche l’intero range di domini associati. Yahoo e Bing per il momento consentono la regolare indicizzazione dei siti web con estensione .co.cc dove risultano registrati siti web del tutto trasparenti e privi di minacce. I webmaster di questi ultimi troveranno decisamente poco accomodante la decisione di Google.

La campagna contro i domini malevoli miete dunque altre vittime dopo il blacklisting delle estensioni cz.cc e uni.cc. A discapito dell’esiguo numero di siti web leciti registrati con le estensioni cz.cc, uni.cc e co.cc l’opera di bonifica di Google mira ad aumentare notevolmente l’esperienza di navigazione sicura dei miliardi di visitatori del popolare motore di ricerca contribuendo alla lotta contro la capillare diffusione del malware.

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Privacy e sicurezza per il tuo browser

Parzialmente tratto da http://donttrack.us

Abbiamo recentemente parlato di DuckDuckGo, un motore di ricerca attento alla privacy dei propri utenti. Per chiudere il cerchio proseguiamo con un carrellata tra gli addons disponibili per i browser utilizzati quotidianamente per la navigazione. Gli addons sono strumenti utili per aumentare sicurezza e privacy dell’utente.
Gli addons per la privacy e la sicurezza rientrano in tre categorie principali :

- Ad-blockers.
- No scripts.
- No tracking

Ad-blockers

Gli Ad-blockers sono delegati al blocco dei banner pubblicitari con opzioni e filtri personalizzabili in base alle esigenze dell’utente.
Il blocco dei banner pubblicitari rende indubbiamente la navigazione più veloce e gradevole ma si tratta di uno strumento da utilizzare con parsimonia considerato che numerosi siti web vivono esclusivamente di introiti pubblicitari. E’ preferibile dunque regolare adeguatamente la configurazione degli Ad-blockers in modo da inibire gli inserti pubblicitari meno consoni alle attività di navigazione. Gli Ad-blocker più popolari sono :

Abine http://abine.com/
Privacy suite completa per bloccare ads e tutelare tutti i passaggi sensibili della navigazione (dati compilati nei forms, login nei siti, ecc.)
Browser supportati: Firefox, Chrome.

Adblock Plus http://adblockplus.org/en/
Uno dei più popolari ad-blocker, funziona in automatico, personalizzabile, supporta segnalazioni che implementano il registro filtri.
Browser supportati: Firefox, Chrome.

AdBlock http://code.google.com/p/adblockforchrome/
Porting di Adblock Plus per i browser Safari e Chrome.

AdSweep http://adsweep.org/
Stesse funzionalità di Adblock Plus.
Browser supportati: Opera, Chrome.

No script

Gli addons del tipo NoScript individuano e filtrano quei componenti web che tentano di eseguire un’azione all’interno del browser dell’utente.
Elenchiamo i più popolari:

NoScript http://noscript.net/
Browser supportati: Firefox.

NotScripts http://optimalcycling.com/other-projects/notscripts/
Browser supportati: Chrome, Opera.

No tracking

Gli addons No tracking individuano e filtrano i componenti web che possono potenzialmente tracciare gli utenti . I principali addons No tracking sono :
Beef Taco http://jmhobbs.github.com/beef-taco/
Browser supportati: Firefox.

Disconnect http://disconnect.me/
Browser supportati: Firefox, Chrome, Safari.

Ghostery http://www.ghostery.com/
Browser supportati: IE, Safari, Chrome, Firefox

BetterPrivacy http://netticat.ath.cx/BetterPrivacy/BetterPrivacy.htm
Protegge in particolare dai Flash-cookies (Local Shared Objects, LSO).
Browser supportati: Firefox.

Altri addons o software utili :

HTTPS Everywhere https://www.eff.org/https-everywhere/
Questo addons permette di utilizzare il protocollo criptato https in quei siti che lo supportano ma in maniera difficoltosa o limitata. I siti supportati sono elencati nella home page.
Browser supportati: Firefox.

Tor https://www.torproject.org/
Tor impedisce il tracciamento delle proprie attività sul web deviando le comunicazioni attraverso una rete distribuita di server gestiti da volontari in tutto il mondo.
Supporta: browser web, IM client, account di accesso remoto e molto altro. Specifico plugin “Torbutton” per Firefox.

Alla prossima.

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La tempesta della censura di internet sta arrivando, avverte Eric Schmidt di Google

Articolo originale di Erika Morphy del TechNewsWorld del 28/06/2011

Il presidente Eric Schmidt prevede giorni difficili nel rapporto del colosso dei motori di ricerca con i governi mondiali. “La censura sta aumentando nel mondo” ha affermato durante il “summit on militant violence” organizzato dalla stessa Google a Dublino.

Quanto dovrebbe essere libera di circolare l’informazione è sempre stata una questione spinosa per le compagnie che lavorano in internet e che hanno a che fare coi regimi più restrittivi. Diversi anni fa il governo cinese ha chiesto a Yahoo di rivelare l’identità di un utente che aveva anonimamente postato sul web del materiale relativo al massacro di Piazza Tiananmen. Il risultato fu l’arresto, la tortura e la detenzione in carcere per dieci anni per Wang Xiaoning.

Anche Google non è nuova a questo tipo di pressioni. Questi eventi sono considerevolmente aumentati con la nascita quest’anno della “Primavera Araba” che ha portato al rovesciamento dei governi in Tunisia ed Egitto dove da rivolta è stata alimentata da un esteso utilizzo dei social media. Alcuni stati autoritari si sono mossi per fermare queste attività in internet ed altri sicuramente li seguiranno. In questi tumulti gli stessi impiegati di Google Continue reading

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