Google+ lancia le pagine aziendali

La diffusione delle pagine aziendali su Google+ procede a macchia d’olio. Quali saranno i benefici per le aziende, come sfrutteranno questa nuova nicchia di mercato gli esperti di social media marketing? E inoltre, avere una pagina su Google+ avrà più peso rispetto alle pagine Facebook agli occhi del motore di ricerca? Commentate!

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Google annuncia la crittografia per le ricerche online

google ssl Google annuncia la crittografia per le ricerche online

Google ha annunciato che da alcune settimane è disponibile di default la crittografiaSSL per le ricerche. Dopo l’introduzione della crittografia per Gmail nel 2010, il colosso di Mountain View ha “lavorato duramente per incrementare il livello di sicurezza dei propri prodotti”. Che cosa cambia con l’attivazione di SSL? Le ricerche personalizzate e le relative pagine di risultati fornite da Google all’utente saranno completamente crittografate garantendo una maggiore sicurezza per gli internauti alle prese con accessi internet in spazi pubblici o su reti insicure.
Sorprendentemente l’utilizzo di SSL rappresenta Continue reading

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Google: il ban dell’estensione .co.cc?Inutile secondo Trend Micro

Secondo l’autorevole parere di Trend Micro la decisione di rimuovere dai risultati delle ricerche di Google i domini .co.cc è una strategia inutile. Stando alle ultime rilevazioni della nota società di sicurezza i criminali informatici hanno già trovato il metodo per bypassare il ban di Google spostando il baricentro dei loro commerci oscuri sulle estensioni .rr.nu e .co.tv. Google ha rimosso recentemente dagli indici di ricerca l’intera fascia di sottodomini con estensione .co.cc con l’obiettivo di accrescere la sicurezza degli utenti ed allo scopo di infliggere un duro colpo a chi abusa delle estensioni incriminate per diffondere malware e falsi antivirus.

Il tentativo di porre un freno alle brame del cybercrimine equivale però spesso allo stesso effetto che si avrebbe tentando di fermare un fiume in piena con un solo sacchetto di sabbia. A giudicare quindi dai risultati presentati da Trend Micro le schiere del crimine digitale hanno già trovato il modo per farsi beffe della blacklist di Google che risulta dunque essere un palliativo privo di reale utilità. Sempre secondo Trend Micro il fenomeno degli abusi sulle estensioni dei nomi a dominio è un fenomeno con tendenza al rialzo alla luce delle ultime novità in campo di registrazione dei nomi introdotte dall’ICANN. Bloccare indirizzi ip e domini malevoli sarà sempre più difficile dunque considerando la quasi illimitata disponibilità di estensioni e di indirizzi ip (sta per arrivare IPv6 infatti). E quasi con un tono arrendevole che Trend Micro esorta gli utenti ad applicare strati di protezione multipli ai propri pc desktop e server piuttosto che affidare la sicurezza delle infrastrutture all’ormai inefficace metodo delle blacklist.

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