TOR, la sicurezza delle rete anonima è a rischio? Aggiornamenti sull’annuncio della vulnerabilità

Tor (The Onion Router) è un sistema di comunicazione anonima per Internet basato sul protocollo di onion routing.
Tor protegge gli utenti dall’analisi del traffico attraverso una rete di onion router (detti anche relay), gestiti da volontari, che permettono il traffico anonimo in uscita e la realizzazione di siti web anonimi nascosti. Dopo l’annuncio della vulnerabilità, Eric Filiol l’autore della scoperta, pubblica alcuni chiarimenti sulle sue ricerche.

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Alcuni giorni fa Eric Filiol, un ricercatore francese attivo nel campo della crittoanalisi aveva annunciato la scoperta di una grande vulnerabilità sulla rete TOR che avrebbe permesso (in laboratorio) il completo sovvertimento del network con attacchi mirati ai nodi della rete contestualmente alla decrittazione totale dei dati di passaggio tra i vari nodi. A distanza di una settimana circa dalla pubblicazione della vulnerabilità Eric Filiol esce allo scoperto con un post chiarificatore. Abbiamo tradotto liberamente questo post :

“Gli sviluppatori di TOR sono attenti alla ricerca di potenziali bug nel sistema ma il codice sorgente è scritto molto bene soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Il nostro attacco si è focalizzato su un livello superiore rispetto alla rete TOR ed abbiamo utilizzato tecniche tratte da scenari di cyberwarfare, abbiamo impersonato terroristi, nazioni poco democratiche o semplicemente cybercriminali. Siamo riusciti nell’intento di costringere un circuito TOR composto da 3 nodi a lasciar fluire i dati attraverso un numero definito di nodi che avevamo precedentemente violato utilizzando malware con capacità di installare delle backdoor all’interno dei meccanismi di crittografia del sistema attaccato. Non abbiamo assolutamente nulla contro gli sviluppatori di TOR nè contro la rete TOR. Il nostro lavoro ha come scopo soltanto quello di informare gli sviluppatori circa questi problemi che non riguardano TOR in se e per se ma sono debolezze intrinseche di ogni sistema basato su OR (onion routing). Siamo al lavoro per preparare la relativa documentazione circa la vulnerabilità che abbiamo scoperto e questa verrà inviata prontamente al team di sviluppo di TOR per aiutarli a lavorare sulla risoluzione di questo problemi per le release future di sistemi basati su OR.”

Dopo l’annuncio di questa vulnerabilità il team di TOR ha pubblicato in risposta un post quasi al limite dell’intimidatorio, irridendo Filiol e soci oltre a minimizzare la scoperta di quest’ultimo. Pochi giorni dopo però viene rilasciato un importante aggiornamento di TOR con la precisazione che la release non ha nulla a che vedere con la vulnerabilità scoperta da Filiol : “As far as we know, this has nothing to do with any claimed attack currently getting attention in the media”. Ma nel post di Filiol però si legge questa laconica frase : “Seun is currently working to adapt the attack to the recent update (that corrects partly the spinning technique)”. Qual’è la verità? La verità come sempre sta nel mezzo e come conclusione di questa ambigua vicenda l’impressione è quella di un ottimo lavoro di analisi da parte del team di Filiol a cui è corrisposto un momento di grande imbarazzo da parte del team degli sviluppatori di TOR. Qualsiasi sviluppatore proverebbe una sensazione di svilimento nel momento in cui questo o quel ricercatore metterebbe allo scoperto una grossa vulnerabilità presente nei propri prodotti software. La differenza tra un buon developer ed uno cattivo sta nel modo con cui si accettano le critiche (in questo caso vulnerabilità) e nel modo in cui si elaborano e si utilizzano gli annunci di sicurezza. Nel caso di Filiol e di TOR Project il modo migliore per affrontare la questione sarebbe quello di posare le armi e di lavorare in gruppo per l’accrescimento della sicurezza dei sistemi basati sull’onion routing. Resta da ribadire comunque che nonostate TOR fornisca alti livelli di anonimizzazione questa non è garantita al 100% e le proprietà di questo software devono essere sfruttate adottando tutte le precauzioni del caso. Alla prossima.

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Cosa sono gli attacchi di tipo directory traversal?

hacked Cosa sono gli attacchi di tipo directory traversal?Gli attacchi di tipo “Directory traversal”, letteralmente “attraversamento delle directory” rappresentano uno dei maggiori fattori di rischio per le applicazioni web con un incremento degli attacchi nell’ordine del 40% solo nell’ultimo anno.
Cos’è e come funziona questo attacco?
La struttura dei sistemi operativi di tipo *nix e le numerose varianti di Linux fanno uso comunemente di alcuni file vitali per il sistema collocati generalmente in directory predefinite. Prendiamo ad esempio il file password, contenuto nella posizione di sistema /etc/password oppure la directory /proc.
Sia il file /etc/password che la directory /proc contengono informazioni vitali per l’intero server. All’interno di /etc/password risiedono infatti tutti gli account di sistema con relative password (crittate) anche se nelle versioni più recenti si fa uso del file /etc/shadow. Nella directory /proc risiedono invece molte informazioni di runtime del sistema che nelle mani di un attaccante agguerrito rappresenterebbero un enorme rischio per la sicurezza dell’intera macchina.
Gli attacchi directory traversal dunque hanno come obiettivo l’estrazione di questi file sfruttando delle vulnerabilità all’interno degli applicativi web presenti sul server.
Consideriamo il sito web www.esempio.com. Immaginiamo che il sito sia vulnerabile ad un attacco directory traversal. Nonostante le password conservate in /etc/password siano in un formato non direttamente leggibile un attaccante potrebbe comunque avere interesse nell’estrazione della lista degli account di sistema su cui tentare successivamente un brute force. Sfruttando la vulnerabilità di www.esempio.com l’attaccante visita attraverso un comune browser il seguente url :

www.esempio.com/index.php?id=../../../etc/passwd

Se l’applicazione è vulnerabile l’url restituirà il file /etc/passwd all’interno del browser.
Gli attacchi directory traversal fanno dunque leva sulle vulnerabilità di quegli applicativi che consentono, involontariamente per un errore di programmazione, di scavalcare il path corrente dell’applicativo e di scalare i livelli di directory permettendo la lettura dei file contenuti in posizioni superiori rispetto a quelle dei comuni account web. Quando una nuova vulnerabilità viene scoperta e rilasciata pubblicamente sul web quest’ultima viene utilizzata massicciamente per scandagliare la rete alla ricerca di host vulnerabili su cui condurre attacchi più o meno distruttivi. Il risultato di queste scansioni di massa è ciò che potete visualizzare nei seguenti log tratti da un sistema sottoposto a scansione :

cart.php?a=test&templatefile=../../../../../../../../../../../../..//proc/self/environ%0000
cart.php?a=test&templatefile=../../../../../../../../../../../../..//proc/self/environ%0000
cart.php?a=antisec&templatefile=../../../configuration.php%00
/cart.php?a=antisec&templatefile=../../../configuration.php%00
cart.php?a=test&templatefile=../../../../../../../../../../../../..//proc/self/environ%0000
cart.php?a=test&templatefile=../../../../../../../../../../../../..//proc/self/environ%0000

Questo tipo di attacchi risultano essere molto pericolosi dal momento che permettono di esplorare posizioni di sistema non direttamente accessibili pubblicamente ma soltanto facendo leva sulla vulnerabilità di un applicativo web. Ancora una volta è assolutamente evidente la necessità di mantenere aggiornato il codice di siti web e piattaforme di blogging per evitare dolorosi risvegli dopo un attacco eseguito con successo.
Qualsiasi sistema può essere vulnerabile alle directory traversal, Windows o *Nix indistintamente. “Requisito” fondamentale per la riuscita del colpo è avere la sfortuna di ospitare sul server un’applicazione web vulnerabile a tale attacco. Prevenzione, aggiornamenti e auditing preventivo dei log sono comunque fondamentali per la difesa da qualsiasi minaccia informatica.

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TOR, la sicurezza della rete anonima è a rischio?

Tor (The Onion Router) è un sistema di comunicazione anonima per Internet basato sul protocollo di onion routing.
Tor protegge gli utenti dall’analisi del traffico attraverso una rete di onion router (detti anche relay), gestiti da volontari, che permettono il traffico anonimo in uscita e la realizzazione di siti web anonimi nascosti. Secondo due ricercatori francesi TOR potrebbe essere scardinato con un attacco di tipo hijacking.

La capacità anonimizzanti di Tor potrebbe essere messe a rischio da una ricerca condotta da due ingegneri informatici francesi che avrebbero scoperto il metodo per dirottare le comunicazioni della rete TOR attraverso l’utilizzo di nodi (punti di passaggio della rete) infetti e compromessi. Dopo l’attacco ai nodi con malware specificatamente programmato per lo scopo, il traffico sulla rete TOR verrebbe dirottato forzosamente con una tecnica di attacco di tipo DoS adatta a guidare forzatamente i pacchetti verso gli specifici nodi TOR compromessi attraverso i quali sarebbe possibile decrittare il flusso dei dati facendo leva su alcune debolezze delle API crittografiche del sistema operativo che ospita il nodo TOR. Allo stato attuale è opportuno sottolineare che interpellato dal portavoce ufficiale del progetto TOR uno degli autori della ricerca si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulla scoperta. La tecnica di attacco si basa inoltre principalmente su alcune vulnerabilità delle API crittografiche di Windows e secondo Andrew Lewman del team di TOR l’attacco sarebbe più somigliante ad un exploit per Windows piuttosto che ad una debolezza intrisenca della rete anonima. Sull’altra sponda i due studiosi francesi affermano di aver testato l’attacco su un network TOR in laboratorio oltre ad aver parzialmente compromesso alcuni nodi della rete vera e propria. Nel frattempo, per attendere eventuali conferme o smentite circa questa scoperta sarà necessario attendere il 28 di Ottobre quando Eric Filiol presenterà i risultati dei suoi studi alla conferenza Hackers to Hackers di San Paolo, in Brasile.

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