SpiderOak è una delle valide alternative a Dropbox ed offre servizi di cloud-storage, sincronizzazione e condivisione di files. Il software client è di tipo proprietario, è multipiattaforma ed è disponibile per Windows, Mac OSX e Linux (pacchetti per 32 e 64bit per Ubuntu, Debian, Fedora ed openSUSE) e, in versione mobile, per iOS ed Android.
SpiderOak offre un piano di 2GB gratuiti a vita oppure un piano di 10$ al mese per ogni 100GB oppure l’offerta di 100$ all’anno per ogni 100GB sottoscritti.
Nella descrizione della tutela della privacy del servizio, l’azienda sembra punzecchiare Dropbox proprio nei punti in cui quest’ultima si è rivelata essere debole.SpiderOak dichiara che i dati degli utenti subiscono un trattamento di crittografia sia lato client sia lato server garantendo la riservatezza dei dati depositati.
Al momento dell’iscrizione al servizio la password viene generata attraverso il client.
Quando si è lontanti dai propri computer e si vuole accedere via browser ai propri dati la password viene conservata in una memoria criptata solo per la durata della sessione e questo è l’unico momento in cui i dati sono potenzialmente leggibili dal personale con accesso al server.
L’azienda quindi consiglia sempre l’accesso tramite i client per la massima garanzia di sicurezza, anche se ovviamente garantisce la massima professionalità del proprio staff e afferma di operare solo tramite proprie strutture e datacenter senza nessun impiego di outsorcing.
Inoltre per la crittografia dei dati viene utilizzata una combinazione tra gli algoritmi RSA e AES.
Una nota interessante è l’intenzione dell’azienda di rilasciare in un prossimo futuro il codice base del client come open source in quanto le competenze e la storia personale del team di sviluppo traggono origine dal software libero.
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Dropbox in forte calo, quali sono le alternative?
Cloud-storage per tutti
I servizi di backup, sincronizzazione e condivisione files via web sono oggi decisamente molto diffusi.
La sicurezza di questo tipo di servizio è affidata al protocollo crittografico SSL per quanto riguarda la trasmissione dati, mentre i file immagazzinati, accessibili tramite autenticazione, possono essere criptati e posti in uno stato di discreta sicurezza.
L’utente accede ai dati via web tramite browser o tramite software client, normalmente multipiattaforma, che solitamente offre una comoda integrazione con il file-manager.
Il più diffuso fra questi è sicuramente Dropbox, ma nei giorni scorsi la bontà del servizio offerto è stata messa in discussione da un paio di imbarazzanti episodi.
Il più recente ha visto gli account degli utenti lasciati accessibili da chiunque senza password per circa 4 ore a causa di un bug. Dal proprio blog l’azienda si è difesa annunciando che in quel lasso di tempo si sono registrati accessi per solo l’1% degli account (che sono tuttavia circa 25 milioni).
Qualche settimana più in là Miguel De Icaza, leader del progetto Mono, ha puntato il dito su un passaggio contenuto nei termini di servizio che consentirebbe al governo degli Stati Uniti di poter accedere su richiesta in qualsiasi momento ai dati degli utenti. Ma il gestore assicura che questi sono criptati ed inaccessibili, com’è possibile quindi fornirli al governo? Si è quindi spinto oltre affermando che qualunque impiegato di Dropbox potrebbe decriptare i file ospitati dal servizio, perché non esiste alcun sistema di prevenzione.
Molti utenti quindi in questi giorni si stanno domandando quali valide alternative siano disponibili rispetto al blasonato Dropbox. Vediamone alcune… : Continue reading
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La quasi totalità dei disastri informatici è causato dalle perdite di dati. Tutti ricorderanno in tempi recenti la brutta avventura capitata a TopHost o le tragedie quotidiane dei preziosissimi dati aziendali finiti in rovina a causa del dipendente poco zelante. Anche se il tuo non è un’ambiente mission critical puoi comunque adottare delle buone abitudini in fatto di backup preparando una procedura automatica per il salvataggio dei dati. Se hai un server virtuale o un server dedicato puoi prendere spunto dallo script che stiamo per presentare in questo post. Supponi di avere un server che ospita uno o più siti web e di voler eseguire regolarmente un backup dei dati per metterti al riparo da eventuali problemi. Puoi affidarti allo scripting Bash per approntare poche essenziali righe che ti aiuteranno a mettere al sicuro i tuoi preziosi dati. Lo script è composto da alcune sezioni fondamentali… Continue reading